Il veicolo elettrico, un’innovazione tecnologica che sembra appartenere esclusivamente alla nostra epoca, vanta una storia lunga e ricca di sviluppi e innovazioni. Esploriamo la cronologia del veicolo elettrico, dalla sua nascita fino ai giorni attuali, evidenziando gli importanti avvenimenti che hanno plasmato questa forma di mobilità sostenibile.
La storia del veicolo elettrico ha inizio molto prima della nascita dell’automobile moderna. Nel XVIII secolo, furono sviluppati i primi veicoli a trazione elettrica in Europa e negli Stati Uniti. Si trattava principalmente di carrelli a tre ruote, utilizzati per il trasporto di merci e persone.
La vera svolta verso il veicolo elettrico moderno avvenne nel corso del XIX secolo, con numerosi inventori e tecnici dedicati al perfezionamento delle tecnologie delle batterie e dei motori elettrici. Nel 1835, l’inventore americano Thomas Davenport realizzò la prima locomotiva elettrica, segnando un passo significativo.
Negli anni successivi, la tecnologia dei veicoli elettrici fu ulteriormente migliorata, culminando nella produzione in serie della prima automobile elettrica, la Flocken Elektrowagen, in Germania nel 1888.
Nel primo decennio del XX secolo, le automobili elettriche divennero sempre più popolari, raggiungendo una quota del 38% a New York nel 1900. Tuttavia, la concorrenza delle automobili a benzina, più potenti e con maggiore autonomia, portò alla graduale scomparsa dei veicoli elettrici.
Negli anni ’60 e ’70, i veicoli elettrici conobbero una nuova fase di sviluppo, alimentata dalla crisi petrolifera del 1973. Nonostante la creazione di numerosi prototipi, la limitata autonomia delle batterie limitò la diffusione di questa tecnologia.
Negli anni ’90, si manifestò un rinnovato interesse per i veicoli elettrici. Nel 1996, la General Motors lanciò l’EV1, il primo veicolo elettrico moderno a batteria. Tuttavia, il programma fu abbandonato nel 2003.
Nel 2008, Tesla introdusse la Tesla Roadster, ottenendo un notevole successo. Da allora, Tesla ha continuato a innovare, producendo modelli di successo come la Model S, Model X, Model 3 e Model Y. Altre case automobilistiche, come Nissan, BMW e Chevrolet, si sono unite al movimento produttivo di auto elettriche.
Il futuro dei veicoli elettrici si presenta promettente. Le tecnologie delle batterie stanno migliorando, consentendo presto ai veicoli elettrici di percorrere distanze ancora maggiori con una sola carica. Governi di tutto il mondo incentivano l’utilizzo di veicoli elettrici tramite sussidi e incentivi fiscali, rendendo questa opzione sempre più accessibile.
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Un’auto ibrida è un tipo di veicolo che combina un motore a combustione interna con uno o più motori elettrici per ridurre il consumo di carburante e le emissioni, oltre a migliorare le prestazioni.
Esistono diverse tipologie di auto ibride, ma quelle “mild hybrid (MHEV)” hanno una batteria più piccola che non permette al motore elettrico di muovere la vettura da solo, a differenza delle ibride “full hybrid (HEV)” e “plug-in hybrid (PHEV)”.
La tecnologia Mild Hybrid Electric Vehicle (MHEV), denominata anche ibrido leggero, prevede che il motore tradizionale sia supportato da un motore elettrico, che viene ricaricato dal motore a combustione interna.
Nei motori Mild Hybrid (MHEV) la parte elettrica supporta il motore a combustione migliorando consumi e prestazioni, consentendo di ottimizzare il viaggio.
Capaci di recuperare energia in fase di frenata o in decelerazione, nei motori MHEV il sistema elettrico non è in grado di muovere la vettura in autonomia.
La tecnologia Hybrid Electric Vehicle (HEV), comunemente conosciuta come Full Hybrid, è in parte simile alla tecnologia MHEV.
Anche in questo caso il motore elettrico viene ricaricato dal motore a combustione interna e dalla frenata rigenerativa ma, nel caso delle auto Full Hybrid, le prestazioni della batteria consentono di guidare in modalità completamente elettrica in determinate situazioni, ad esempio per brevi tragitti e fino a certe basse velocità.
Il motore elettrico contribuisce maggiormente a ridurre consumi ed emissioni rispetto ai sistemi MHEV ma occupa più spazio e comporta maggiori costi e peso.
Le batterie dei veicoli Full Hybrid non hanno bisogno di essere ricaricate attraverso le colonnine in quanto non è presente una presa di corrente in grado di collegarsi alle stazioni di carica. Proprio per questo, le auto Full Hybrid si ricaricano nelle fasi di frenata e grazie alla presenza del motore termico.
La tecnologia Plug-in Hybrid Electric Vehicle (PHEV) prevede anch’essa la coesistenza di un motore a combustione e di un motore elettrico.
In questo caso però la batteria può essere caricata sia internamente, sfruttando l’energia cinetica che viene prodotta durante la marcia nelle fasi di frenata, veleggio e decelerazione, sia tramite una presa esterna (plug-in), collegando l’auto ad un sistema di ricarica domestica o a una stazione di ricarica pubblica.
Un veicolo ibrido plug-in, rispetto a un full hybrid, può raggiungere velocità superiori e percorre distanze più lunghe utilizzando esclusivamente l’elettricità (dai 40 ai 60km).
La differenza tra veicoli plug-in ed i full hybrid solitamente riguarda la possibilità di caricare la batteria di trazione dall’esterno, ad esempio da una stazione di ricarica pubblica o privata.
La possibilità di ricarica tramite presa elettrica consente al motore a combustione interna di essere meno utilizzato durante la guida, permettendo al motore elettrico di funzionare autonomamente per tragitti più lunghi rispetto alle full hybrid, che usano l’energia elettrica solo per brevi tratti.
In breve, la principale differenza tra un’auto full hybrid e un’auto plug-in è la presenza di una batteria più grande.
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