Con l’approvazione definitiva del disegno di legge sul nuovo Codice della Strada, il panorama normativo per la mobilità in Italia subisce un’importante trasformazione. Le nuove regole, in vigore dal momento della pubblicazione, puntano a migliorare la sicurezza stradale e a contrastare comportamenti pericolosi alla guida. Ecco un’analisi delle principali novità introdotte.
La tolleranza zero verso chi guida dopo aver assunto alcol o droghe si traduce in pene più severe. Per chi presenta un tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 g/l, le sanzioni vanno da 573 a 2.170 euro, con sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Superando 1,5 g/l, le multe possono arrivare fino a 6.000 euro, con sospensione della patente per 2 anni e rischio di arresto fino a un anno.
Per i recidivi, è introdotto l’alcolock, un dispositivo che impedisce l’accensione del veicolo se viene rilevata alcolemia nel conducente. Inoltre, chiunque venga trovato positivo ai test antidroga subirà la revoca della patente con sospensione immediata fino a 3 anni.
L’uso del cellulare durante la guida comporta multe da 250 a 1.000 euro, con sospensione immediata della patente fino a 15 giorni per chi ha meno di 10 punti sulla patente. Per i recidivi, le sanzioni arrivano a 1.400 euro, con decurtazione fino a 10 punti e sospensione della patente fino a 3 mesi.
Se la distrazione causa un incidente, i tempi di sospensione raddoppiano, segnando un chiaro intento di ridurre incidenti legati alla disattenzione.
Le ZTL potranno essere introdotte anche in aree UNESCO fuori dai centri abitati, ma con il parere obbligatorio dei prefetti. Per le violazioni commesse nelle ZTL, viene applicata una sola sanzione giornaliera.
Le Zone 30 potranno essere istituite solo in condizioni specifiche, per aumentare la sicurezza stradale, mentre le multe per sosta non autorizzata in spazi riservati a persone con disabilità aumentano fino a 990 euro.
Gli autovelox dovranno essere periodicamente controllati e tarati. In caso di violazioni multiple registrate sullo stesso tratto di strada, sarà applicata un’unica multa, ma maggiorata di un terzo.
Per chi supera i limiti di velocità di oltre 60 km/h, le sanzioni possono raggiungere 3.382 euro, con sospensione della patente fino a un anno.
Per i neopatentati, il divieto di guida di veicoli con potenza superiore a 75 kW/t si estende da 1 a 3 anni. Inoltre, chiunque venga trovato alla guida sotto effetto di alcol o droghe non potrà ottenere la patente prima dei 24 anni.
Le guide obbligatorie per l’esame pratico includeranno ora percorsi in autostrada e di notte, al fine di formare conducenti più consapevoli.
Novità anche per i monopattini, che dovranno essere dotati di targa, casco e assicurazione. Saranno vietati al di fuori dei centri urbani e dalle piste ciclabili. Per le biciclette, chi supera un ciclista dovrà mantenere una distanza minima di 1,5 metri, mentre nuove corsie ciclabili saranno segnalate con appositi cartelli.
Il nuovo Codice della Strada segna una svolta significativa nella regolamentazione della sicurezza stradale in Italia. Nonostante le polemiche e le proteste di alcune associazioni, l’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre drasticamente il numero di incidenti e migliorare la qualità della mobilità.
Un’auto ibrida è un tipo di veicolo che combina un motore a combustione interna con uno o più motori elettrici per ridurre il consumo di carburante e le emissioni, oltre a migliorare le prestazioni.
Esistono diverse tipologie di auto ibride, ma quelle “mild hybrid (MHEV)” hanno una batteria più piccola che non permette al motore elettrico di muovere la vettura da solo, a differenza delle ibride “full hybrid (HEV)” e “plug-in hybrid (PHEV)”.
La tecnologia Mild Hybrid Electric Vehicle (MHEV), denominata anche ibrido leggero, prevede che il motore tradizionale sia supportato da un motore elettrico, che viene ricaricato dal motore a combustione interna.
Nei motori Mild Hybrid (MHEV) la parte elettrica supporta il motore a combustione migliorando consumi e prestazioni, consentendo di ottimizzare il viaggio.
Capaci di recuperare energia in fase di frenata o in decelerazione, nei motori MHEV il sistema elettrico non è in grado di muovere la vettura in autonomia.
La tecnologia Hybrid Electric Vehicle (HEV), comunemente conosciuta come Full Hybrid, è in parte simile alla tecnologia MHEV.
Anche in questo caso il motore elettrico viene ricaricato dal motore a combustione interna e dalla frenata rigenerativa ma, nel caso delle auto Full Hybrid, le prestazioni della batteria consentono di guidare in modalità completamente elettrica in determinate situazioni, ad esempio per brevi tragitti e fino a certe basse velocità.
Il motore elettrico contribuisce maggiormente a ridurre consumi ed emissioni rispetto ai sistemi MHEV ma occupa più spazio e comporta maggiori costi e peso.
Le batterie dei veicoli Full Hybrid non hanno bisogno di essere ricaricate attraverso le colonnine in quanto non è presente una presa di corrente in grado di collegarsi alle stazioni di carica. Proprio per questo, le auto Full Hybrid si ricaricano nelle fasi di frenata e grazie alla presenza del motore termico.
La tecnologia Plug-in Hybrid Electric Vehicle (PHEV) prevede anch’essa la coesistenza di un motore a combustione e di un motore elettrico.
In questo caso però la batteria può essere caricata sia internamente, sfruttando l’energia cinetica che viene prodotta durante la marcia nelle fasi di frenata, veleggio e decelerazione, sia tramite una presa esterna (plug-in), collegando l’auto ad un sistema di ricarica domestica o a una stazione di ricarica pubblica.
Un veicolo ibrido plug-in, rispetto a un full hybrid, può raggiungere velocità superiori e percorre distanze più lunghe utilizzando esclusivamente l’elettricità (dai 40 ai 60km).
La differenza tra veicoli plug-in ed i full hybrid solitamente riguarda la possibilità di caricare la batteria di trazione dall’esterno, ad esempio da una stazione di ricarica pubblica o privata.
La possibilità di ricarica tramite presa elettrica consente al motore a combustione interna di essere meno utilizzato durante la guida, permettendo al motore elettrico di funzionare autonomamente per tragitti più lunghi rispetto alle full hybrid, che usano l’energia elettrica solo per brevi tratti.
In breve, la principale differenza tra un’auto full hybrid e un’auto plug-in è la presenza di una batteria più grande.
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